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Storia di Veggiano


 

Il comune di Veggiano si estende lungo il confine tra la provincia di Padova e quella di Vicenza; confina con i comuni di Mestrino, Saccologo, Cervarese S. Croce, Grisignano e Montegalda.

Il territorio comunale è costituito soprattutto da spazi rurali e da molte aree verdi che seguono il corso dei fiumi Tesina e Bacchiglione: queste due vie di comunicazione hanno da sempre influenzato le vicende storiche e l’evoluzione del territorio.

La popolazione fino a pochi decenni fa, dedita esclusivamente all’agricoltura, si è ora rivolta allo sviluppo artigianale ed industriale.

BREVI CENNI STORICI

Veggiano
Il primo ricordo di Veggiano capoluogo risale al 983 in cui la località chiamata " Villanum" fu donata al Vescovo di Vicenza Rodolfo al monastero dei Santi Vito e Modesto; donazione riconfermata anche nel 1003 e nel 1033.

Nel periodo medioevale sembra che le sue tappe storiche siano segnate da terribili disgrazie dall’incendio di S. Maria (1198) da parte dei vicentini, alla distruzione dell’opera di Cangrande della Scala (1312) ad una delle tante guerre tra Carraresi e Veneziani (1372).

Più tranquillo fu il periodo della dominazione veneziana (1405-1787) ma da un punto di vista economico, anni migliori vennero sotto il governo austriaco (1815-1866), impegnandosi in notevoli opere di arginatura dei corsi d’acqua che abbandonate dopo l’annessione del Regno d’Italia, non riuscirono a resistere alle piene del 1882, portando ad una disastrosa inondazione.

Trambacche
Trambacche deve il suo nome alla posizione in cui sorge ossia una penisola compresa fra il fiume Tesina e il Bacchiglione: si trova infatti inter ambas aquas, "tra due corsi d’acqua". Il toponimo si trova per la prima volta in un documento del 1139, quando un certo Clarimbaldus de Trambaque viene citato come testimone in una vendita. Tra la metà del XIII secolo sono attestati l’esistenza di un ponte e di alcuni mulini posti sul Bacchiglione. Uno Statuto del Comune di Padova stabiliva norme per l’applicazione della tassa sul macinato introdotta per sostenere le spese militari durante le guerre di Padova con le altre città venete. Conservata fino alla scomparsa della Repubblica Veneziana, venne a lungo ricordata come una delle cause della cronica povertà dei contadini.

Santa Maria
La sua origine è legata a quella di Cervarese S. Croce, infatti il toponimo della località, noto fin dall’874 era "S. Maria di Cervarese". L’attuale denominazione di "S. Maria di Veggiano" risale solo 25 marzo 1807 quando, la zona nord del Bacchiglione passò dal Comune di Cervarese a quello di Veggiano. Tra il X e XI sec. Registrò un incremento demografico tale da giustificare l’edificazione di una cappella a servizio degli abitanti di Cervarese che risiedevano lungo la riva sinistra del Bacchiglione. Tra XVII e XIX sec. S. Maria subì l’intervento di alcuni grossi proprietari terrieri che diedero avvio alla costruzione di dimore e complessi padronali di notevole rilevanza.

STEMMA

Lo stemma ed il gonfalone furono ideati nel 1978 e nel 1981 hanno ottenuto la concessione ufficiale.
Lo stemma è suddiviso in quattro parti che rappresentano i centri abitati nella loro esatta posizione geografica:
Nel primo quarto si evidenza il capoluogo: con il campo rosso e le spade si vogliono ricordare i numerosi scontri bellici avvenuti durante il medioevo tra le province di Padova e Vicenza ove sorgeva un castello costruito da Reginaldo degli Scrovegni;
Nel secondo quarto si mette in luce la realtà di Trambacche sorta tra le acque per la confluenza del fiume Tesina nel Bacchiglione rappresentati rispettivamente dalla banda verde e dal corso d’acqua azzurro ove sorgeva un castello costruito da Reginaldo degli Scrovegni.
Il terzo quarto, è dedicato alla località di S. Maria detta fino al secolo scorso Cervarese Santa Maria, da "silvarisium" luogo selvoso e rappresentata con una quercia in campo d’argento,.
L’ultimo quarto, ricorda la località S. Marco con la consueta rappresentazione del leone alato segno della dominazione veneziana.

MONUMENTI


Chiesa di S. Lorenzo Trambacche

La chiesa sembra sia stata edificata verso 1344 come feudo del vescovo di Padova per l’interessamento e con il contributo della famiglia dei nobili Capodivacca. Dalla metà del ’400 la parrocchia fu soggetta a periodiche visite pastorali e nel 1542 il vescovo Nicolò Ormanetto descrive la chiesa composta da quattro altari, un fonte battesimale rotondo in fondo alla chiesa, campanile e canonica a ridosso della chiesa. Nell’arco dei secoli successivi l’edificio fu sottoposto a modifiche e restauri e, nel 1912, fu affiancato da un oratorio dedicato alla Madonna di Lourdes successivamente trasformato in sala teatro. Nel settembre del 1949, alla presenza del vescovo Girolamo Bortignon fu inaugurata la nuova canonica intitolata alla Madonna Pellegrina a ricordo del passaggio della statua mariana che in quell’anno peregrinò in tutte le parrocchie della diocesi.


Chiesa della Natività di Maria Santissima
La prima Cappella fu eretta nei pressi dei mulini nel 1260 circa, dove si erano riunite alcune famiglie che diedero origine alla comunità di Cervarese S. Maria, staccandosi da Cervarese S. Croce. A causa dell’immediata vicinanza del fiume e non essendo protetta da alcuna arginatura, molto spesso veniva allagata. Solo dopo l’innalzamento del nuovo argine voluto dal governo austriaco iniziarono i lavori di costruzione della chiesa attuale. L’unica testimonianza dell’antica chiesa che fu demolita è la tela raffigurante la natività di Maria oggi posta dietro l’altare maggiore, opera probabile del pittore veronese G.B. Pellizzari attivo a Padova nella prima metà del XVII secolo.

Chiesa di S. Andrea Apostolo
Dal punto di vista ecclesiale la chiesa di S. Andrea Apostolo, ha sempre fatto parte della diocesi di Padova.
L’edificio religioso venne descritto in modo dettagliato a partire dalla visita pastorale compiuta dal vescovo Ormanedo nel 1572, e la chiesa rimase immutata fino al 1740-48 quando furono aggiunte le due piccole sacrestie; a questo periodo risale l’interessante dipinto, incassate nel soffitto nella sacrestia destra, opera di Giovanni Battista Cromer, raffigurante la visita di Maria ad Elisabetta.
Nel 1842 la chiesa fu prolungata ed elevata; nel triennio 1860 1862 fu costruito il nuovo campanile a fianco della chiesa, probabilmente nello stesso posto di quello originario.
Nel 1866, sfondati i muri laterali della chiesa, furono costruite quattro cappelle laterali e due stanzini intermedi grazie soprattutto al concorso di alcune famiglie benestanti.
Nel 1870 furono costruiti il nuovo presbiterio e l’abside.
Nel 1881 in occasione della visita del vescovo Callegari, la chiesa venne rialzata e completata con la attuale facciata, il soffitto e il pavimento.
Nel 1910 la chiesa fu portata a tre navate mentre nel 1916 il pittore Tramarolo, decorò tutta la chiesa e dipinse un’ Annunciazione impostata con un vago impianto quattrocentesco secondo il gusto dell’epoca.
Il 18 settembre 1994 il vescovo Antonio Matiazzo consacrò la chiesa e per l’occasione vennero eseguiti un nuovo altare, un nuovo ambone e fu ricostruita fedelmente la cupola dell’altare maggiore da molti anni mancante, grazie ad una scrupolosa ricerca che a portato al ritrovamento del disegno originale del Marchiori.

Veduta del mulino

Come Trambacche e Montegalda anche S. Maria possedeva un mulino sul Bacchiglione, in corrispondenza di via Traghetto, di cui rimangono oggi solo poche tracce nel fondo del fiume. Nel 1912 il Genio Civile di Padova ha disposto la rimozione dei mulini natanti per migliorare la navigabilità del fiume.

La casa ed il magazzino dei mugnai sono stati recuperati dal degrado e dall’abbandono grazie ai restauri intrapresi negli anni ’70 dal Sig. Giorgio Macrelli che recuperò con grande passione, un angolo ricco di storia per il paese.

Villa Tommasini in località S. Maria
Villa settecentesca costruita sulle preesistenze di un edificio rurale, presumibilmente quattro-cinquecentesco, di proprietà della famiglia Labia, fu terminata nel 1822. I lavori interessarono anche l’ampliamento degli annessi rustici e la costruzione dell’oratorio di S. Eurosia.

L’edificio residenziale presenta un doppio loggiato verso mezzogiorno, con balaustra in pietra tenera, che guarda verso la campagna in direzione del Bacchiglione. Il giardino prospiciente la villa è arricchito da statue in pietra di Costozza rappresentati figure mitologiche (oggi sono rimaste solo delle copie).

La distribuzione interna è classica con saloni centrali sui quali si affacciano le stanze riprendendo tipologicamente la distribuzione consueta delle ville venete. Le pareti della sala principale a piano terra e di quella al primo piano conservano pregevoli affreschi ottocenteschi.

Oratorio di Santa Eurosia in località S. Maria
In origine il piccolo, elegante edificio dedicato a Sant’Eurosia era una cappella gentilizia fatta costruire nel 1822, in contemporanea alla villa di Santa Maria di Cervarese Territorio Padovano, abitazione rurale della famiglia Labia e dedicato dai proprietari alla padrona degli agricoltori. Successivamente l’oratorio fu donato alla parrocchia di Santa Maria.

L’oratorio di S. Eurosia presenta facciata ornata da un rosone al centro del timpano, elegante campanile e, all’interno, pregevoli decorazioni. Viene aperto nel mese di maggio per la recita del rosario.

Oratorio di San Zeno - Veggiano
Un oratorio in Villa di S. Zeno è ricordato in una legge del 1276 e potrebbe essere stato costruito a servizio di questa località allora considerata un territorio autonomo rispetto ai centri di Veggiano e Cervarese S. Maria. L’oratorio che ancora oggi si può ammirare lungo via S.Zeno sarebbe stato costruito solo agli inizi del sec. XVIII. Questo piccolo edificio è tutto ciò che rimane dell’imponente complesso edilizio di cui faceva parte, comprendente una parte residenziale ed una rurale con colombara che svettava dietro all’oratorio.

Riferimenti bibliografici
I cenni storici della storia del comune sono tratti dalla pubblicazione:
Simone Marzari, Veggiano frammenti di storia e vita quotidiana, Veggiano, 2001

 

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